Articolo difficile, questo. O almeno, nato da due giornate particolarmente toste, che mi hanno messa davvero alla prova. Sono ancora in fase di recupero.


Giorno 1 – Aleppey sotto il monsone

L’ho sottovalutata, lo ammetto. Anzi, ero arrivata a dire ad alta voce che “la stagione dei monsoni qui è finita”. Ecco, me la sono tirata!

Pioggia ininterrotta tutto il giorno. Io, fiera (ma ingenua), esco con il mio ombrellino primaverile pronta a prendere il traghetto per Kottayam per esplorare le backwaters.
Risultato? Sei ore di barca, andata e ritorno, sotto pioggia battente e vento freddo, anche se coperta. Un’esperienza da… veri pazienti.

Lato positivo? Lo spettacolo: distese infinite di fiori di loto, scuole e case costruite su lembi di terra, uffici sull’acqua, vita quotidiana che si muove tra i canali.
Ne è valsa la pena? Sì.
Facile? No.
Pazienza? Molta.

Finale di giornata meritato: massaggio ayurvedico di 90 minuti da ShantiSukham. Straconsigliato!


Giorno 2 – Aleppey mi saluta col sole (e che giornata…)

Al mattino vado alla stazione dei bus.
Ore 9:30: “L’autobus per Munnar?”
“Alle 14, madame.”
“Come? Non era alle 10?”
“No madame, alle 14. Oppure cambi a Kottayam.”
Va bene, cambio a Kottayam.

Salgo sul primo bus, poi coincidenza perfetta per Munnar. Tutto facile ora, penso.
E invece… no.

A metà viaggio: “Scenda pure per 30 minuti, lasci anche lo zaino.”
Come?? Il mio zaino (la mia vita!) con il libro che devo portare a Varanasi??
Scendo con mille dubbi, l’autobus sparisce dietro alla stazione. Panico.
Passano 10 minuti. Nessun bus.
Chiedo informazioni: “È già partito, madame!”
No, dai!

Mi infilo nella zona vietata ai pedoni, trovo il bus (grazie al cielo!), risalgo. Ripartiamo.
Ora sì, tutto facile.
E invece… no.

Altro stop: bus rotto. Scendiamo. Attendo con altri viaggiatori che parlano solo malayalam, sentendomi un po’ aliena, ancora con lo zaino umido dal giorno prima.

Arriva il nuovo bus. Finalmente partiamo. Due ore di strada sconnessa, buche, curve.
Io, piazzata in fondo per colpa dello zaino troppo grosso, divento prima verde, poi bianca. Gli altri? Composti, sereni, dormono.
Io? Ballo come un vaso impacciato.

Arrivo a Munnar, distrutta. Cerco la mia homestay: è a un’ora da qui!
Chiamo. Ho sbagliato. È lontana.
Cancello la prenotazione, accetto le imprecazioni e… cerco un’altra sistemazione.

È arrivato il momento: chiedo aiuto da casa.
Troviamo una nuova homestay, carina e accogliente (con statue in giardino, ma niente nani… peccato).


Lezione imparata

Non c’è nulla di male a chiedere aiuto quando si è in difficoltà. Non devo fare tutto da sola.


Il riassunto (per chi ama i numeri):

Traghetti presi: 2

Autobus: 3

Ore in barca: 6

Ore in bus: 7

Minuti di massaggio ayurvedico: 90

Quantità d’olio usato: ∞

Aiuti da casa richiesti: 1

Pioggia: ∞


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