Viaggi minuscoli

Viaggi minuscoli

Torno a scrivere nel blog dopo un po’. Un mesetto forse o anche di più: in questo spazio di racconti, condivisione e di lettura, prevalentemente da parte di amici o chissà, da qualche curioso in più. Ultimamente i viaggi di cui mi sto occupando, oltre a quelli fisici che a breve partiranno, sono quelli in spazi molto piccoli. E no, non mi riferisco a qualche isola minimalista sperduta nell’oceano o a cittadelle di poche anime. Mi riferisco a quei viaggi che si fanno osservando il dettaglio ma spaziando con la mente.

Chi si interessa del piccolo è infatti continuamente in viaggio.

E cosa intendo con il piccolo? Intendo l’attenzione al respiro, ai dettagli di una stanza, alla presenza che ti fa abitare davvero lo spazio che abiti o un luogo dove sei passato. Intendo guardare negli occhi un cane che ti si avvicina per una carezza e fare caso se ha un orecchio in su e uno in giù oppure osservare l’andatura di una persona che cammina dall’altra parte della strada. Farci caso quando l’acqua che spruzza in mezzo ai campi per irrigarli e rinfrescarli dalla calura estiva si rifrange con i raggi del sole fino a formare l’arcobaleno, esattamente come accade dopo la pioggia.

Si tratta della scelta di esserci per davvero e restare sintonizzati come un’antenna che non dorme mai.

Sì perché quando estendi la consapevolezza anche il sogno notturno diventa più lucido e ti risvegli in un sogno consapevole di stare solo sognando, e inizi a dirigere il gioco pure lì. E magari, consapevole che da dormiente sai solo sognando, ti porti in un posto bello pure quando dormi, magari scegliendo di volarci. Ma questo è il capitolo della lucidità durante il sogno che approfondirò magari in un altro articolo.

Scrivo di nuovo quindi dopo e durante l’esperienza di un paio di ritiri, uno più intenso dell’altro, dove sto scoprendo la bellezza del muoversi ma anche dello stare, osservare la mente, e dirigerla dove vuoi tu, dallo spazio dell’ombelico all’immaginare boschi e animali che ti vengono incontro, mentre siedi indisturbata.

Stando fermi in una stanza si possono fare viaggi minuscoli, esattamente dello spazio di un cuscino, quello su cui si siede immobili.

Ma in quella stasi ci si prende per mano, portandosi lontano.


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