A luglio 2025 partirò per un viaggio in solitaria in India. La attraverserò dal sud al nord, iniziando dal Kerala — sì, nonostante i monsoni — per risalire lentamente fino all’Uttar Pradesh, con destinazione finale Varanasi.
È un progetto folle, forse. Ma non sono forse le passioni più forti, quelle nate all’improvviso e in profondità, a generare le cose migliori? Così è nata anche la raccolta Sulla riva di Assi Ghat: in pochi mesi, sotto la spinta di emozioni intense e vitali.
Questo viaggio sarà lento, lo so. Non tanto per la distanza, quanto per gli inevitabili imprevisti, gli incontri, i rallentamenti necessari. Ma spero sarà intenso quanto le sensazioni che già ora mi attraversano, ancora prima della partenza.
La scintilla del libro è nata un giorno, sul lungomare di Pesaro. Stavo osservando la ruota panoramica, e mi è tornata in mente un’altra ruota, a Varanasi: una giostra azionata con la forza delle gambe, da un uomo sulle rive dell’Assi Ghat.


Poco più di un anno fa, subito dopo il mio primo viaggio in India, ho vissuto una crisi profonda. Ma dalla vista di quella ruota che girava, apparentemente minima, è nato qualcosa: mi sono rialzata scrivendo e immaginando. Quell’immagine mi ha riportata a Varanasi e alla consapevolezza che tutti apparteniamo alla legge universale per cui alla notte segue sempre il giorno.
A breve si parte
Ora torno là, sulle rive del Gange, per riportare quelle parole dove tutto è iniziato. A breve si parte.


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