Buoni lasciti

Volevo lasciarvi — appunto — una riflessione per questo 2025 in chiusura.

Sono ferma alla stazione di Ollantaytambo, in attesa del treno per Machu Picchu. Avremmo dovuto prenderlo ieri, ma per un colpo di (s)fortuna tutti i treni sono stati cancellati a causa dell’incidente ferroviario sulla linea che porta al più noto sito archeologico.

Il nostro sarebbe stato quello successivo.

Eh sì.

Mi sono sentita vicina alle persone coinvolte nell’incidente e, allo stesso tempo, fortunata per essere rimasta bloccata qui: il mio treno, per un pelo, era quello dopo.

Scrivo quindi dalla stazione, un topos ormai ricorrente nella mia vita e nei miei viaggi. Un luogo che più spesso mi ha costretta a prendermi uno spazio di sosta piuttosto che uno spazio di partenza.

Vedremo Machu Picchu alla fine? Credo di sì, anche se questo comporta accettare un viaggio fatto a curve, dove è necessario lasciare andare qualcosa: una parte del percorso, alcune mete, alcune comodità.

Ferma a Ollantaytambo mi trovo a tirare le somme di un 2025 di sfide e scoperte. La prima, forse la più importante: la necessità di concedere alla vita il diritto di scavare spazio.

E così ho scelto di sostituire la ricerca di (buoni) propositi con quella di nuovi lasciti per il nuovo anno. Forse, l’urgenza di fare spazio si fa sentire più forte dell’abitudine a riempire con qualcosa di più da fare.

Fare, fare, fare.

L’unico vero atto sovversivo oggi è sedersi a osservare: chi legge, chi si abbraccia, chi improvvisa un gioco a carte, chi sulla panchina si è ormai addormentato, chi è insofferente per questa attesa infinita del prossimo treno.

I buoni lasciti ci portano a riflettere su ciò a cui possiamo rinunciare. In fondo, anche nelle filosofie orientali si riconosce il diritto di ardere ciò che ha finito di accompagnarci nel cammino: il diritto di farsi cenere.

L’invito è dunque a (rin)correre un po’ meno ciò che si può aggiungere e a entrare nel nuovo anno con meno pesantezza addosso.

Meno, meno, meno.

Nuovi lasciti.

Lascio andare ciò che richiede troppo sforzo, le persone che non risuonano più sulla nostra stessa frequenza, i progetti che non fanno più brillare gli occhi, i pensieri che invece li tengono aperti di notte.

Lascio andare le parole di troppo, il programma da seguire, ciò che, per renderci felici, ha bisogno di essere acquistato.

Lascio che le spalle diventino scivoli, le mani foglie aperte, i capelli radici in cerca di nutrimento buono.

Cerco leggerezza, spazio vivo, vuoti veri.

Lascio andare anche queste parole, perché tenersi dentro i pensieri è davvero un peccato e, in fondo, la vita è solo ciò che può essere condiviso.

Buona fine, buon inizio, buoni lasciti.


2 risposte a “Buoni lasciti”

  1. Avatar Ottaviana
    Ottaviana

    Grazie Giulia bellissime riflessioni da condividere.
    Buon Anno a te.

  2. Avatar Ottaviana Zanandreis
    Ottaviana Zanandreis

    Bellissime riflessioni da condividere.
    Grazie Giulia
    Buon Anno a te.

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