In questo articolo ho deciso di non raccontare tutto. Perché chi desidera vivere un’esperienza autentica di yoga tradizionale, deve venire qui. Deve sperimentarla, non solo con il corpo, ma con tutti i sensi.

Vi lascio solo qualche aneddoto. Qualche frammento. Un piccolo assaggio di un mondo che è molto più vasto di quanto possa dire a parole.

Mangiare seduta a terra con la mano destra (da mancina!)

Ho imparato a mangiare seduta a terra, usando solo la mano destra (già immagino le espressioni degli italiani!).
In realtà, la difficoltà non è stata tanto mangiare con le mani – qui lo fanno tutti, e anzi mi sento strana quando uso una posata – ma farlo con la mano destra. Il cibo, per tradizione, va portato alla bocca con la destra… ma io sono mancina!

Anche il fatto di stare seduti a terra per tutto – meditare (ore intere), ascoltare lezioni, mangiare, scrivere (come sto facendo ora!) – non è affatto semplice. Pur essendo abituata a sedermi a gambe incrociate, tenere le natiche sul pavimento praticamente sempre è una bella sfida!

La campana delle 5:20

Suona alle 5:20 in punto. E ti sveglia, assicurato!
Il suo suono è così potente che risveglierebbe un intero villaggio. E, in effetti, questo è un piccolo villaggio, un microcosmo dove tutti condividono la stessa passione per lo yoga.

Qui arrivano persone da tutto il mondo: Argentina, Cile, Spagna, Messico, Svizzera, Zimbawe, India… e anche Italia (siamo in due!).
Ognuno è qui per un motivo diverso, ma tutti siamo uniti da un percorso di ricerca personale.

Alle 5:50 siamo già seduti, ancora una volta, con le natiche appoggiate al tappetino, alla ricerca di qualcosa che sta più in alto.
O forse… è già dentro di noi?

Non pensavo di poter cantare. E invece sì.

Qui si canta sempre:
dopo la meditazione, prima della meditazione, prima dei pasti (due al giorno), durante le lezioni…
Si cantano mantra, inni dedicati alle divinità induiste, canti sacri.
Si canta perché cantare è come pregare.

È la forma più semplice e più bella di Karma Yoga: fare qualcosa per gli altri, senza aspettarsi nulla in cambio.

Il karma yoga che mi è piaciuto meno? Pulire il refettorio 😅

Ma il momento più sorprendente è stato quando ho scoperto di poter guidare un canto corale, accompagnata da tamburi e strumenti tradizionali.
Mi hanno incoraggiata finché, alla fine, l’ho fatto e basta. Io, che canto solo in macchina o sotto la doccia – e solo quando sono da sola!

E invece qui si canta perché il canto è un dono per tutti, non solo per chi è “bravo”.
Che differenza con la mentalità occidentale della performance, dove devi sempre dimostrare di essere all’altezza.

Qui si canta solo per avvicinarsi un po’ di più a Dio.

Lezione imparata

Se una cosa mi piace, non serve che io sia brava per farla.
Posso farla per puro piacere…

📍 Dove si trova

Sivananda Dhanwantari Ashram – Neyyar Dam, Trivandrum (Kerala, India).
Ci si arriva facilmente: circa 1 ora e mezza in autobus dalla stazione dei bus, proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Trivandrum Central.

Basta chiedere per “Neyyar Dam”: mi hanno indicato la piattaforma 2 e, quando è arrivato il mio bus, qualcuno mi ha avvertita.
Le indicazioni sono prevalentemente in hindi, ma qui c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarti. Sempre.

Come ho trovato questo posto meraviglioso? Per caso! É stato lui a trovare. Stavo facendo una ricerca su Google Maps e…toh un Ashram!

Lezione imparata

Lasciati guidare dall’intuito

🧘‍♀️ In sintesi:

Massaggi ayurvedici fatti: 1 (tantissimo olio!)

Lezioni di yoga: 5

Lezioni di filosofia dello yoga: 2

Cantare da sola davanti a tutti: 1 volta

Meditazione: ∞

Pasti all’ashram: 6

Karma yoga – servizio mensa: 1

✨ Qui si viene per nutrirsi di bellezza!


Una risposta a “La vita nell’ashram: non sapevo di poter cantare!”

  1. Avatar Anna
    Anna

    È sempre un piacere seguirti nel tuo viaggio, mi fa sentire come se fossi lì.

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