È un po’ che non scrivo nel blog. Sono immersa in un progetto di scrittura più grande, che assorbe tutte le mie energie creative. Ma ogni tanto quella voce torna: ehi, perché non scrivi? Si rialza, si rimette in moto.
Oggi, passeggiando per le strade di Milano, sono stata colpita da una scritta su una shopper: tra un anno, cosa vorresti aver iniziato oggi? Mi sono data una risposta. E sono qui, di nuovo a scrivere. Io ho trovato la mia risposta. E tu?
Non è un caso che questo messaggio arrivi proprio questa settimana, in cui nella pratica stiamo lavorando su Tadasana — la postura della montagna — che porta e dona presenza, stabilità, apertura e vigore a chi la pratica.
Nella mitologia induista la montagna è al centro della creazione: è il Monte Mandara che dèi e asura usano come bastone per frullare l’oceano di latte, facendo emergere le meraviglie del cosmo. È la dimora di Shiva, che accoglie Ganga nei suoi capelli contorti per ammortizzarne la caduta dal cielo, proteggendo la terra dalla sua forza travolgente e lasciandola scorrere in rivoli gentili verso il mondo.
C’è una differenza importante tra stare in piedi ciondolando e stare in piedi con fierezza e consapevolezza. C’è una differenza importante tra mettere un piede a terra la mattina a caso e farlo sapendo dove si vuole andare.
Il mio lavoro quotidiano è restare sul mio tracciato. Nel mio sentiero.
E il tuo?


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