È la seconda volta che scrivo questo articolo. Il primo si è misteriosamente cancellato dalle note del mio tablet. La me italiana si sarebbe arrabbiata – e non poco! – ma questi primi giorni in Kerala iniziano già a insegnarmi qualcosa:

le cose vanno bene così come sono, anche se sembrano imperfette.

Quindi lo riscrivo. Magari meglio!

Trivandrum in tre parole?Anzi… Thiruvananthapuram!(Questi nomi lunghissimi che solo i locals riescono a pronunciare!)

Per me, Trivandrum è: tuk tuk, mare, sciopero.

Tuk tuk!

Ore infinite passate nel traffico congestionato tra scooter, persone, auto, autobus… Una vera e propria giungla urbana. Se potete, usate Uber: prezzi fissi e super economici. Davvero consigliato.

Mare!

Shangumugham Beach è assolutamente la mia preferita: autentica, colorata, piena di barchette e facilmente raggiungibile dalla città.

Kovalam è perfetta per un tramonto da cartolina, ma secondo me un po’ sopravvalutata.

Aazhimala mi ha lasciata a bocca aperta: un Shiva gigante che guarda l’oceano. Ma…piccolo episodio spiacevole: il driver del tuk tuk ha cercato di portarmi “per caso” alle backwaters, sperando in un giro turistico a pagamento. Quando ho capito il gioco e ho detto un chiaro no, si è risentito.

👉 Lezione imparata: fidati del tuo intuito. Se non ti convince, lascia perdere. Probabilmente è una fregatura.

Sciopero!

Oggi era giornata di sciopero nazionale. Tutto chiuso: negozi, attività, centri commerciali, hotel, ristoranti… tutto! Ma sorpresa: i treni funzionavano.

Esausta dai tuk tuk, ho preso un biglietto di terza classe per sole 10 rupie (circa 10 centesimi).

Treno puntuale (solo 15 minuti di ritardo… in sciopero! Italiani, prendete nota!), pulito, con ventilatori e finestre spalancate.E in stazione? Tutti mi hanno aiutata con un sorriso a trovare il binario 2, indicandomelo come quello giusto.

Una gentilezza che ti scalda il cuore. 💛-

Veli Lake

Prima del treno, ero stata a Veli Lake: un parco su un lago, chiuso per lo sciopero. Ma non mi sono arresa: ho chiesto, insistito… e una guardia mi ha fatto entrare. Poi ho capito: voleva una mancia. Alla fine ci siamo messi d’accordo per 100 rupie (1 euro). Per quel piccolo gesto ho potuto vedere un luogo carinissimo, pieno di sculture e arte.

Sudeep Lodge ❤️

Ultima ma non ultima… la mia sistemazione perfetta. Sudeep è un host privato gentile e affidabile. Mi è venuto a prendere gratuitamente alle 3 di notte in aeroporto (!). La stanza era semplice ma pulita, ventilata (senza AC ma zero zanzare!) e a un prezzo super onesto.Ma soprattutto: la cucina di Sudeep è pazzesca! Piatti tipici indiani deliziosi sia a colazione che a cena, a prezzi ridicoli. Meglio di un ristorante. Ah! Proprio davanti al suo lodge c’è un centro ayurvedico. Per chi vuole coccolarsi un po’.

Se cercate un alloggio a Trivandrum, scrivetemi pure: sarò felice di passarvi il suo contatto.

Riepilogo dei miei primi due giorni:

Cibo di strada assaggiato: 0 (non ancora il coraggio 😅)

Pasti cucinati da Sudeep: 4

Treni presi: 1

Spiagge visitate: 3

Laghi visti: 1

Giri in backwaters: 0

Lezioni del giorno:

1. Fidati del tuo intuito. Se qualcosa ti puzza, probabilmente è così. Meglio un no deciso che un sì forzato.

2. L’India non è quello che dicono. Almeno qui in Kerala i treni funzionano, la gente è gentile, e ti aiuta davvero.


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